20 settembre 2012 – 1 novembre 2012

Nepal Himalaya, Gruppo del Dhaulagiri (map link 28°41′47″N 83°29′43″E)

Spedizione Valdostana allo Churen Himal,  mt. 7371.

Partecipanti:

    • g.a. Adriano Favre  (capo spedizione)
    • g.a. Marco Camandona
    • asp.g.a. François Cazzanelli membro del S.M.A.M.
    • Emrik Favre
    • Alain Marguerettaz
    • Sete Sherpa

churen_himal_005

La montagna si trova al limite occidentale della catena dell’Himalaya del Nepal, in un ambiente selvaggio e poco frequentato, lontano dai campi base affollati degli 8000. La spedizione ha iniziato il trekking di avvicinamento a fine settembre, in 6 giorni di avvicinamento a piedi ha raggiunto il Campo Base, posto a circa mt. 4.200, tra morene erbose. La parete Ovest, molto ampia,  ha consentito di tracciare un itinerario mai percorso, su terreno misto (neve, ghiaccio e roccia). Il dislivello tra il CB e la vetta è quasi di mt. 3.000. Questo gruppo di montagne che raggruppa ben 7 cime che superano i 7000 mt : il Churen Himal con quattro vette ( dai 7000 mt dell’anticima ai mt. 7490 della vetta Centrale), Putha Hiunchuli, Gurja Himal, il Daulaghiri VI. Queste montagne hanno visto pochissime ascensioni e solamente 6 spedizioni effettive direttamente al Churen in tutta la sua storia. I primi tentativi di raggiungere la vetta del Churen Himal  risalgono ai primi anni ‘60. Per le guide valdostane c’è una lunga storia, con ben due spedizioni delle guide di Ayas, una sulla via normale nel 1983 e un tentativo di aprire una via nuova sulla cresta Sud Est, splendida linea di cresta che porta direttamente in vetta al Churen Centrale ( in nessuna delle due spedizioni è stata raggiunta la vetta) . In entrambe le spedizioni ha fatto parte la guida alpina Adriano Favre, che grazie alla sua conoscenza ed esperienza su questa montagna ha contribuito non poco all’apertura della nuova via. Il percorso di salita si snoda lungo un itinerario morenico sino a quota  4800 mt, dove nei primi giorni di acclimatamento è stato creato un deposito materiali, da qui la progressione diventa molto più impegnativa e seria. Si sale una fascia di roccia  verticale, non molto solida, di circa di 30 mt 5°. Al disopra di questa fascia inizia un lungo tratto di sperone roccioso di 3°, che immettono direttamente sul ghiacciaio a quota mt. 5200. Saliti sul ghiacciaio saliamo sulla destra verso la base della parete, qui il percorso attraversa un tratto piatto è molto crepacciato, per poi proseguire in un labirinto di seracchi e pendii con pendenze fino a 40°- 45°, che  portano a circa 6000 mt. Qui inizia lo sperone vero e proprio. Il primo tratto di circa  300 mt sale supendii  aperti con pendenzea tra i 45°- 50°. Dopo la via si trasforma in uno sperone, spezzato a tratti da alcune fasce di roccia. Intorno ai 6600 mt si sviluppa il tratto chiave della via con circa 50mt di misto molto delicato con pendenze che superano i 70° e con grandi difficolta di protezione. A mt. 6950 si punta  verso la cresta, portandosi verso destra, con un luogo traverso di 80 mt su pendii di neve e ghiaccio tra 50°- 60°(qui abbiamo attraversato alcune gonfie di neve instabili molto pericolose). Giunti sulla cresta terminano le grandi difficoltà della via, e dopo 50 mt si raggiunge l’anticima dello Churen Himal Ovest (raggiunta alle 16 circa del pomeriggio del 17 ottobre). Rientrati a Kathmandu dopo un paio di giorni, il 27 ottobre, la conferma della apertura della nuova via è arrivata da Elisabeth Hawley, che gestisce “The Himalayn database”, archivio delle spedizioni in Himalaya dal 1905 ad oggi, attraverso le  parole di mister Jeevan Shrestha giornalista di “The American Alpine Club”.  

LINK ESTERNI