China Expedition Autumn 2017

China Expedition Autumn 2017

China Expedition Autumn 2017

OBIETTIVI: Esplorare i poco conosciuti versanti del Monte Edgar 6618 m. e le cime circostanti.

MEMBRI DELLA SPEDIZIONE: François Cazzanelli, Francesco Ratti, Emrik Favre, Tomas Franchini, Matteo Faletti, Bicio Dellai.
DURATA : 37 giorni


REGIONE :

La regione del Sichuan è una provincia della Repubblica Popolare Cinese situata ad ovest della regione autonoma del Tibet. Sichuan letteralmente significa “ Quattro Fiumi” perché questa regione è attraversata da diversi fiumi tra cui il più importante è lo Yangtze. Inoltre è uno degli habitat migliore per il panda gigante.
Tutto il territorio ad ovest è caratterizzato da altopiani freddi e diverse catene montuose che segnano l’inizio della catena Himalayana.
Ispirati dal libro appena uscito del noto alpinista Giapponese Tomotsu Nakamura che descrive alcune di queste valli come “Future Paradise Climbing” abbiamo deciso di lanciarci anche noi nell’esplorazione di questa vasta regione.

 

LA SPEDIZIONE:
Il nostro programma è molto flessibile infatti abbiamo programmato di partire con il materiale per affrontare qualsiasi terreno dalla big wall in scarpette alla cima Himayana inviolata. Partiremo dall’Italia il 25 settembre per dirigerci nella capitale della regione Chengdu. Da li in un paio di giorni ci organizzeremo per poter stare un mese in totale autonomia tra le montagne per poi trasferirci con a Litang ultima città prima delle grandi montagne e punto di partenza per il nostro trekking. Da qui organizzeremo un piccolo gruppo di portatori con i quali in quattro giorni punteremo ad allestire il nostro campo base a circa 4300 m. nella Nanmenganggou valley.
Durante il nostro soggiorno al campo base cercheremo di acclimatarci gradualmente con alcune piccole salite così da iniziare a esplorare e conoscere la valle e individuare alcuni interessanti obbiettivi da tentare una volta pronti.
La nostra etica è quella muoverci in stile alpino sulle montagne di questa splendida regione. Nostri punti di forza sono quelli di scalare leggeri, senza ausilio di corde fisse e ossigeno, proprio come sulle Alpi. I nostri programmi sono flessibili di modo da permetterci di scegliere l’obiettivo più adatto a noi e con le migliori condizioni.

MONTE EDGAR EXPEDITION:

Il monte Edgar è una montagna di 6618 m, che si trova nel massiccio del Gongga Shan, nella Western Sichuan Province, in China.
Mentre il Gongga Shan 7556 mt è una delle poche montagne oltre i 7000 al di fuori della catena Himalayana e del Karakorum, già scoperta a fine ‘800 da una spedizione scientifica guidata da Graf Béla Széchenyi, e salita una decina di volte, sul monte Edgar si hanno ben poche notizie.
Questa montagna è stata salita per la prima volta nel 2003 da una spedizione Coreana.
Nel 2009 una spedizione americana tenta la difficile parete est. Questa spedizione finisce in tragedia, infatti non si avranno più notizie degli alpinisti americani probabilmente investiti da una gigantesca valanga a base parete.
Nel novembre 2010 Kyle Dempster e Bruce Normand riescono a conquistare la difficile parete est ottenendo per questa salita una prestigiosa nomination al Piolet d’Or.

 

Kimshung 2016….Ripartire per il Langtang….

Kimshung 2016….Ripartire per il Langtang….

Dopo il terremoto del 2015 che ha sconvolto il Nepal e distrutto completamente il villaggio di Langtang, ero curioso di ripartire e visitare questa valle. Sinceramente non avevo idea di cosa mi sarei trovato davanti né cosa aspettarmi. Ero contento e motivato di ripartire assieme a Emrik e Giampaolo, in più durante il mese di settembre sono riuscito a fare alcune salite molto impegnative che progettavo da parecchio tempo e ho potuto constatare che ero in gran forma.

Il 30 settembre voliamo verso Kathmandu. Fortunatamente siamo velocissimi nel preparare il nostro materiale e dopo un solo giorno di stop nella capitale nepalese siamo già in viaggio verso Syabru Besi dove ha inizio il nostro trekking. Non amo le lunghe soste a Kathmandu nonostante sia un città unica e magica. A lungo andare il suo caos, il traffico e lo smog mi innervosiscono e preferisco rifugiarmi tra le montagne.

Il nostro viaggio in bus passa liscio e senza intoppi e dopo 9 ore di camel trophy sulle strade nepalesi arriviamo a destinazione. Syabru Besi è un piccolo villaggio dove si vedono ancora parecchio i segni del terremoto. Nonostante ciò la gente non si ferma mai e, come accadeva una volta nelle nostre valli, tutti gli abitanti del villaggio ricostruiscono casa dopo casa partendo da chi ha più bisogno.

Il giorno dopo è il momento di partire, ma prima c’è ancora una cosa da fare. In collaborazione con le scuole di sci di Champoluc e Courmayeur abbiamo organizzato una raccolta di vestiti da distribuire alle popolazioni locali. La nostra idea era quella di distribuirne una parte a Sangrubesi e l’altra nel villaggio di Langtang. Grazie all’aiuto della proprietaria del lodge dove abbiamo dormito, distribuiamo una parte di vestiti alle famiglie più bisognose.
Finito con il nostro compito ci siamo incamminati verso le montagne. La valle del Langtang è stupenda ed in pochi giorni è possibile vedere una buona parte di ciò che il Nepal può offrire.
Si passa dalla giungla con scimmie, api giganti e torrenti impetuosi ai villaggi di montagna con Yak, cavalli selvaggi e asinelli.

Dopo due giorni di trekking finalmente arriviamo a Langtang. Per me e Giampi è un momento particolare, tanti ricordi ritornano alla mente ed è difficile spiegare cosa si prova. Superata la gigantesca frana, ci fermiamo davanti al monumento che ricorda le vittime del terremoto. Il villaggio lentamente sta rinascendo a monte della frana, sui detriti non c’è più nulla. Chi è rimasto ha ripulito tutto. La cosa che più mi ha colpito è che sul lato opposto della valle c’è ancora del ghiaccio che ormai è diventato duro e nero come quello che si trova sul fondo dei crepacci. Questo mi fa riflettere parecchio sulla forza devastante che ha colpito questo villaggio.

La frana che ha colpito e distrutto il villaggio di Lantang

Nel pomeriggio per schiarisci le idee andiamo a fare una corsa e subito la pace e la magia di questa valle ci ridanno la giusta armonia.
Prima di cena organizziamo la seconda distribuzione di vestiti. Qui la situazione è più complicata, la gente di questa zona ha perso tutto, le persone cercano di prendere più vestiti possibili e la nostra paura è che qualcuno rimanga senza niente. Fortunatamente facendo le cose con calma riusciamo fare un po’ di ordine e a distribuire a tutti almeno un capo.

Qui ho incontrato un signore che avevamo aiutato durate la nostra operazione di soccorso, lui mi ha riconosciuto al volo e io ho subito capito chi era perché indossava il mio primaloft Montura rosso e nero con la scritta esercito. Mi ha subito invitato nella sua nuova casa dove assieme alla sua famiglia abbiamo bevuto un tè e mi ha raccontato come ha ricostruito il suo lodge e riorganizzato la sua vita dopo il terremoto.

Il giorno seguente il tempo è orribile e piove forte anche in alta quota. I nostri porter sono partiti alle cinque di mattina per iniziare la tappa più impegnativa: raggiungere il campo base….to be continued….