Diretta alla Parete Sud

Diretta alla Parete Sud

031

Marco Barmasse, Walter Cazzanelli e Vittorio De Tuoni 30/11/1983

Itinerario di notevole impegno tecnico e psicologico. Si trova nel pieno della parete sud e quindi è molto esposto alla caduta di sassi. La roccia inoltre non è delle migliorie e in alcuni tratti è molto friabile.Per questi motivi è da affrontare solo con temperature fredde e possibilmente con neve e ghiaccio che leghino i sassi tra loro.Alterna tratti di misto con altri di roccia, anche molto impegnativi (sulla variante H. Barmasse), e necessita quindi di ottima padronanza delle tecniche di misto e di protezione, non trovandosi molto materiale in loco ed essendo facile effettuare varianti non volute.

Ci si trova praticamente su terreno d’avventura.

Partenza dal rifugio Oriondé (io, Marco e Francois il 10/3/2011 siamo partiti dalla stazione a monte della seggiovia Pancherot con gli sci e siamo arrivati all’attacco in 40’) dirigendosi verso il grande terrazzo nevoso che sale dapprima verso dx e poi attraversa verso sx, oltrepassando vari speroni rocciosi. Ci si porta così nel grande canale che ha origine dall’ Enjambée (40° circa), molto esposto alla caduta sassi (noi l’abbiamo trovato tutto su neve portante e quindi molto veloce da percorrere). Lo si segue fino ad arrivare al caratteristico pendio della sud che sale, poco ripido, verso dx fino al Picco Muzio. Lo si percorre per un tratto, abbandonandolo per continuare più sulla verticale, lungo un primo tratto roccioso abbastanza facile, sempre nei pressi del canale, fino ad un pendio di misto prima e nevoso poi che porta sotto al triangolo di roccia, dove si può scegliere tra la via originale, a sx, e la variante H. Barmasse, a dx, a prima vista più logica da seguire.

020

024

La variante è verticale, tecnicamente molto difficile e difficilmente proteggibile (friend e chiodi a lama). Si esce al culmine del triangolo, continuando per una spalletta nevosa che termina contro una barriera rocciosa molto ampia che ha origine dal canale di sx e continua verso dx fino al pendio obliquo che conduce alla “sud classica”.

La via attacca la parete in centro. Si segue la linea debole costituita da diedri-canali, anche ghiacciati (IV°), con una breve fascia di roccia molto marcia. Ci si porta su terreno misto sempre più facile (in comune con la “sud classica”), che si segue verso sx (molto evidente!), prima in salita e poi in orizzontale per evitare una grande parete (nevoso d’inverno e secco d’estate), fino ad arrivare al pendio sotto alla Testa del Cervino.

Si procede quindi sulla verticale su terreno misto (facile, ma di sfasciumi), arrivando alle rocce della Testa.

La via classica segue il grande diedro che conduce all’intaglio tra la vetta italiana e quella svizzera. In alternativa si può seguire la base della Testa verso sx, fino ad incontrare la via normale italiana al col Felicité a 4350m circa (itinerario da noi seguito per via dell’incidente a Marco).

Il 10/03/2011 io, Marco e Francois siamo saliti con il gatto delle nevi fino alla stazione a monte della seggiovia Pancherot e siamo partiti con gli sci alle 4.45. In 40’ circa siamo arrivati all’attacco, abbiamo lasciato sci e scarponi, calzato i ramponi e siamo partiti alle 6.15 circa, con le frontali accese, mentre iniziava ad albeggiare. Abbiamo continuato slegati fino alla prima barra rocciosa, che presenta i primi passaggi su roccia, affrontati con i ramponi. Giunti sul pendio di misto e neve, abbiamo continuato fino alla seconda barra rocciosa, molto più imponente, dove iniziano le difficoltà vere e proprie.

Ci siamo legati, abbiamo tolto i ramponi e attaccato la variante di H. Barmasse, che sembra più logica, ma è molto più difficile (la diretta dovrebbe essere intorno al V°, la variante è almeno di VI+), trovando qualche chiodo. All’uscita del tratto difficile abbiamo ricalzato i ramponi per superare il tratto nevoso. Dopo la neve la via si ricongiunge con l’originale e diventa un po’ più facile, ma rocciosa, per cui abbiamo nuovamente tolto i ramponi.

In un tratto molto friabile una scarica di sassi ha colpito Marco, ferendolo anche ad una spalla; subito dopo Marco stesso ha staccato un grosso appiglio ed è caduto a testa in giù per molti metri, sbattendo forte la testa e rompendo addirittura il casco. Questo incidente ci ha fatto perdere tempo e ci ha poi rallentati parecchio.

036

Fuori dalle difficoltà di roccia abbiamo messo i ramponi per la terza volta. Il pendio finale non era in belle condizioni, con neve non portante e quindi la progressione non è stata veloce. Alle 13.30 eravamo comunque sotto la Testa del Cervino ed alle 13.45 al col Felicité (7h 30’ di salita).

046

In discesa Marco non era per niente lucido e siamo quasi arrivati a chiamare l’elicottero. L’orgoglio e la convinzione che non gli avremmo “contato buona” la salita l’hanno convinto a scendere lungo la Normale. Seguendo il canale del Leone e poi il ghiacciaio sup. del Cervino fino alla base siamo arrivati agli sci alle 18. 30 ed alle 19.15 circa a Cervinia, per un totale di 14.30 ore.

Salita effettuata in gran parte con i ramponi, a parte le due fasce rocciose, e discesa fatta completamente con i ramponi, in alcuni tratti non facile da riconoscere per la neve, ma in buone condizioni generali.

Altra giornatona con grandi compani!!

Testo e relazione Roberto Ferraris

Padre Pio Prega Per Noi

Padre Pio Prega Per Noi

padrepio

 

Arrampicare sulla parete sud del Cervino è sempre un emozione unica. Gli alpinisti che si misurano con questa parete ricercano un senso di avventura particolare quasi mistico. Tutte le sue guglie cambiano continuamente aspetto ma restano sempre di difficile lettura per chi vuole scalarle.Come ultima via prima della partenza verso il Nepal ho salito insieme a Patrick Poletto “ Padre Pio Prega per noi” tracciata da Patrick Gabarrou e Cesare Ravaschietto nel 2002. La via si trova sul pilastro dei fiori, una guglia nascosta posta nelle parte destra della parete sud. Era già da tempo che volevo salire questa via e farlo mia dato delle emozioni uniche. Arrivato in cima la gioia è stata enorme anche perché questa via a causa del cattivo tempo mi aveva già respinto una volta! Scalare sulla montagna di casa, per me è sempre un emozione unica, e mi da una forza e una motivazione incredibile. Consiglio veramente ad altri alpinisti di ripetere questo grande itinerario del Gab! Ricordandosi sempre che si è sulla parete sud del Cervino.

 

padrepio_02

Cervino , parete sud  pilastro dei fiori

via

Padre pio prega per noi

-Apritori: Patrick Gabarrou e Cesare Ravaschietto 2002

-Difficoltà: 6B+ obbligatorio 6c max

-Dislivello: 660 metri.

-Materiale: 2 corde da 60 metri, 10 rinvii, 1 serie di friend BD dall’0,3 al 2 più qualche micro a scelta, casco, ramponi e picca per l’avvicinamento.

– Avvicinamento: 1 ora dal rif. Duca degli Abruzzi.

Dal rifugio salire sulla prima morena e portarsi alla base della parete sud, da qui costeggiarla  da prima su ghiaioni e poi sul ghiacciaio del Cervino (su quello che ne rimane). Arrivati all’ultimo conoide di neve risalirlo e superare dov’è possibile la terminale (N.B. fare attenzione alle scariche che scendono dal canale sotto il picco Muzzio). La via attacca in centro di una cengia di roccia grigia 2 spit.

-Discesa: In doppia sulla via (18 doppie tra il 12 e 13 tiro si fa una doppia sola)

Le soste sono tutte attrezzate con 2 spit petzl da 10mm. e maillom rapide per le calate ( tranne l’ultima 1 spit e un chiodo)

-Note: La via è molto bella e si sviluppa quasi sempre su roccia buona in un ambiente severo di alta montagna. Si consiglia di percorrere la via con lo zero termico alto per ridurre il rischio di scariche dal canale a destra (periodo consigliato primavera e autunno).

N.B. Anche se le difficoltà non sono estreme non bisogna sottovalutare la via perché si arrampica sempre sulla parete sud del cervino!!

-Descrizione:

-L1 6a 55 m. 8 spit muro nero

-L2 5 50 m. 3 spit discontinuo

-L3 6a 55 m. 5 spit fessura a sinistra della sosta più placca

-L4 5 50 m. 5 spit discontinuo

-L5 5 45 m. 3 spit discontinuo

-L6 5 30 m. 4 spit muro con prese grandi bello

-L7 3 55m. 1 spit trasferimento su placca rossa

-L8 3 45m. 1 spit trasferimento placca grigio rossa

-L9 6a 50m. 2 spit prendere in direzioni di 2 tettini

-L10 6a 50m. 5 spit  placca molto bella

-L11 5 sx con passo di 6a 30m. 2 spit rampa facile a dx più muretto verso dx prima della sosta. N.B. Dalla sosta non andare a dx dove c’è uno spit. Attenzioma il primo spit è mezzo fuori.

-L12 6c 50m.  7 spit muro verticale con buone prese.

-L13 6a+ 25m. diedro fessura bellissimo.

-L14 1 passo di 6b poi 5 55m. 1 spit uscire a sx seguire un diedrino poi dritto su gradoni.

-L15 6a+ 40m. 1 nuts e 2 chiodi. Tiro per meta in comune con lo spigolo dei fiori

-L16 5 55m. 1 chiodo + sosta dello spigolo a metà  dritto per diedro facile.

-L17 6a 40m. traversare e sx sulla placca e prendere l’evidente diedro di roccia friabile.

-L18 6a+ 55m. dritto nel diedro fessura poi uscire sulla placca a sx poco evidente.

-L19 4 55m. girare a ovest su roccia mediocre fino in cima al pilastro dove sulla punta si trova l’ultima sosta 1 spit e un chiodo.

Relazione di Cazzanelli François e Poletto Patrick

Pic Tyndall 4264mt – Via Casarotto-Grassi

Pic Tyndall 4264mt – Via Casarotto-Grassi

i63056060._msw565h424_szw565h424_

via Casarotto-Grassi ( ED 1300mt )

Relazione di Roberto Ferraris

 

Accesso: dal paese di Cervinia 2006mt, portarsi alla base della parete sud del Cervino sotto la verticale della cresta Deffeyes a quota 3100mt. Salire il lungo canale-parete di ghiaccio e roccia per 600m per arrivare alla base del triangolo che fa scudo al Pic Tyndall. Salire delle placche striate ed arrivare alla base di un muro verticale. Salire il muro e portarsi verso destra tramite una specie di cenge. Continuare a traversare verso destra fino alla base di un piccolo diedro verticale con un chiodo grigio a due metri d’altezza.

 

i63056042._msw565h424_szw565h424_

 

Superare il diedro, ( variante Farina a destra su roccia più sana ) ed arrivare alla base di un diedro-fessura con due chiodi rossi ad una decina di metri d’altezza. Dall’uscita del diedro portarsi sul filo dello spigolo ( via originale ) e continuare fino in cresta. La variante ( Farina-Cazzanelli-Ferraris 2012 ) invece di continuare in cresta, dall’uscita del diedro salire dritti in parete e dopo una sessantina di metri piegare verso destra per 40mt. Traversare su di una placca per 5 metri chiodo e tirare dritti e puntare ad un diedro aperto ad una cinquantina di metri d’altezza. Superare un tratto verticale con roccia pessima un chiodo ed entrare nel diedro ben fessurato un chiodo all’inizio del diedro verso destra. Per rocce rotte ed uscire in cresta a quota 4100mt.

i63056026._msw565h424_szw565h424_i63056106._msw565h424_szw565h424_

 

 

 

 

 

 

 

Materiale: una serie di friends dallo 0.4 al 2, fettucce, qualche chiodo, piccozza e ramponi.

 

Discesa: dall’uscita in cresta puntare alla cima del Pic Tyndall, alla cravatte c’è la possibilità di tagliare la testa del Tyndall e portarsi sulla cresta del Leone.

Casarotto Grassi

Casarotto Grassi

Cervino parete sud Casarotto Grassi terza ripetizione

casarotto_grassi_III_ripetizione

Per chi abita nella Valtournenche la parete sud del Cervino suscita un attrazione fatale, quasi irresistibile. Era da un po’ di tempo che avevo puntato la “Casarotto Grassi” e in quest’autunno mite con super condizioni era impossibile rinviare. Due messaggi ed i compagni sono subito pronti: Marco è motivatissimo ed in forma smaliante ed il vecchio Roby non si tira mai indietro per una via sulla Gran Becca.

Quindi il 18 novembre alle 5.00 siamo pronti a partire con sci e pelli da Cervinia. L’avvicinamento scorre veloce e dopo 2 ore abbiamo già i ramponi ai piedi e stiamo risalendo il canale che porta alla base del triangolo del Pic Tyndal. Trovato l’attacco iniziamo. I primi 4 tiri ci portano, non senza difficoltà, sul filo dello spigolo (passi di V/VI con scarponi e zaino su terreno d’avventura). Da li con due lunghezze più facili (IV),  in un ambiente severissimo, risaliamo lo spigolo ed arriviamo in una zona di cenge. Da li il percorso non era più evidente e di comune accordo abbiamo deciso di portarci più a destra. Da qui con alcune lunghezze verticali (passi di V), dove la roccia non è proprio delle migliori, riusciamo finalmente ad uscire sulla cresta De Amicis e alle 17.00, con le ultime luci del giorno, raggiungiamo la via normale percorrendo la Cravatta. Con il buio iniziamo la discesa tutta d’un fiato, dove l’unico momento di sosta che ci concediamo è al colle del Leone dove, in silenzio seduti tutti e tre sul piccolo colletto sotto una stellata fantastica, ci godiamo l’attimo e la soddisfazione per questa salita.

Da li la discesa procede regolare e alle 20.30 arriviamo a Cervinia giusto in tempo per votare il referendum!!